La fenomenologia dell’emozione

L’emozione è una vibrazione che riverbera perpetuamente all’interno di ognuno di noi, possiamo affermare che le emozioni non sono mai statiche e immobili, ma seguono il flusso degli eventi. Le emozioni attivano nella vita di ognuno diversi stati psicologici che possono variare dal sentimento di paura e di dolore a quello di gioia e serenità, con tutte le sfumature possibili di ognuno di questi sentimenti. Spesso siamo portati a ragionare lasciando agire la nostra parte più istintiva altre volte quella più razionale, senza scegliere quale delle due prevarrà in un determinato momento. Sembrano essere loro le emozioni quindi a guidare l’uomo nel mondo sensibile. L’individuo infatti, si muove all’interno del proprio spazio e nel mondo agendo in base ai propri umori e alle proprie sensazioni. Fin da bambini si è educati a seguire la propria strada, come se ad ognuno di noi fosse affidato il compito di perseguire qualche obbiettivo, spinti e motivati da emozioni spesso contrastanti.

L’emozione non è semplicemente l’attimo di stupore di fronte a qualcosa che si desidera o che si ama, ma è quel filo invisibile che ci dirige nella nostra quotidianità. La scelta di un lavoro, la pratica di uno sport, una relazione, la preferenza per un abito rispetto ad un altro, sono tutte scelte dettate dall’emozione del momento e dallo stato emotivo in cui si ha agito. Il flusso potente di alcune emozioni può portare l’individuo a porsi domande riguardanti la propria persona, come ad esempio: sarò in grado di prendere quella decisione? Ne sarò all’altezza? Sono tutti quesiti leciti, ma tutti questi timori hanno un denominatore comune ossia quello di diventare potenzialmente i padroni dell’individuo stesso poiché mettono in uno stato di paralisi e di confusione.

Ed ecco che l’uomo passivo, si lascia travolgere dall’emozione. Che cosa fare?

Sembra essere necessario per il soggetto dover imparare ad incanalare quell’emozione, dosarla, armonizzarla, renderla né padrona, né schiava, ma compagna di esistenza. E’ impossibile trattenere le proprie emozioni, dal momento che queste si manifesteranno sotto altre forme e sintomatologie, per lo più psicofisiche: il mal di stomaco, il mal di testa, i gonfiori, gli eritemi, gli eczemi, spesso si acutizzano o appaiano in condizione di stress in cui le nostre emozioni non seguono una frequenza fluida e lineare, a causa delle interferenze emotive a cui siamo soggetti. Le percezioni e le rappresentazioni che in qualche maniera turbano o richiamano la nostra attenzione sono le peculiarità attribuite solitamente all’emozione, ma è impossibile immortalarla in un solo istante, poiché le emozioni raggiungono diversi gradi di intensità, è riduttivo considerare solamente quelle di forte e intenso impatto. La vita è costellata da molteplici frammenti di emozioni che si propagano e si insinuano costantemente nel nostro io; ogni azione è condizionata e dettata da un’emozione, che essa sia positiva, negativa o neutra. Un’emozione neutra come il fare una camminata da casa a lavoro, in determinati contesti può divenire un’emozione forte, come per chi dopo molto tempo costretto a delle stampelle e a farsi accompagnare, può finalmente una volta guarito recarsi da solo assaporando le bellezze urbane di un semplice e usuale tragitto. Molte volte viene utilizzata l’espressione “andare a caccia di emozioni”, quando in realtà basta ascoltare se stessi. L’emozioni sono sempre qui, accanto, e dentro di noi, pronte a guidarci nei sentieri della vita.

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